Comunicazione speciale a tutti i dipendenti, medici e non, degli ospedali IDI - San Carlo di Nancy di Roma

Comunicazione speciale a tutti i dipendenti, medici e non,

degli Ospedali IDI - San Carlo di Nancy di Roma

Il giorno 12.03.16 dalle ore 11,00 alle ore 12,30 si terrà un incontro aperto a tutti

presso i nostri uffici di via Lisbona, 20 (zona Parioli)

per un confronto con i legali dell’Associazione sul tema sotto riportato, nonché sui possibili scenari che si apriranno a seguito del recentissimo (7marzo 2016) rinvio a giudizio,

disposto dalla Procura della Repubblica di Roma, P.M. Giuseppe Cascini nei confronti di Padre Decaminada + altri per il reato di bancarotta fraudolenta.

 

In data 12.04.2015 si è risolto il rapporto di lavoro con la PICFIC in a.s..

Alla luce di ciò, la nostra associazione sta curando le posizioni di chi, ammesso al passivo per il TFR ante gennaio 2007 e per le ultime tre mensilità ex D.lgs n. 80/92, voglia nostro tramite presentare domanda per l'erogazione degli stessi da parte del fondo di Garanzia gestito dall'INPS.

Per i TFR maturati dopo tale data, invece, in forza della riforma introdotta dal D.lgs 5 dicembre 2005 n. 252, gli importi dovuti  annualmente dal datore di lavoro, in base alla scelta del lavoratore, sono affluiti o nei fondi di pensione complementare, ovvero, in caso di omessa scelta, presso il fondo di Tesoreria dell'INPS.

 

La legge non prevede però il pagamento diretto da parte dell'INPS, se non in casi eccezionali, in quanto normalmente il TFR deve essere anticipato dal datore di lavoro il quale, solo successivamente, può compensare tale credito con i contributi che è tenuto a versare all'INPS stessa periodicamente per i dipendenti ancora in servizio.

Ma dunque, all'atto della cessazione del rapporto di lavoro, chi è tenuto a corrispondere il TFR successivo al 2007: l'INPS o il datore di lavoro? 

 

Qui è la gravosa questione:

 

La PICFIC in a.s. avrebbe già dovuto, alla luce di quanto sopra, anticipare detti importi a partire dal 13 aprile 2015, ma ben sappiamo che non è in grado di poterlo fare. Stante il grave stato di insolvenza, inoltre, ha ceduto gli ospedali, non svolge più alcuna attività e neppure ha dipendenti;

La cessione degli Ospedali è avvenuta in deroga all'art. 2112 c.c.: ciò vuol dire che, contrariamente a quanto avviene di norma, il nuovo proprietario non è responsabile unitamente al vecchio dei crediti del lavoratore.

Non servono altre spiegazioni per comprendere che si è venuta a creare una situazione di grave anomalia. Per non rischiare di rimanere con un pugno di mosche in mano bisogna agire subito e mettere in sicurezza tali crediti e ciò prima che sia decorso un anno dalla pubblicazione dello stato passivo (12 maggio 2015).

Per ogni ulteriore informazione, potrete contattare la nostra Associazione tutti i pomeriggi dalle 15.30 alle 19.00 al numero 06/86209415 oppure inviare una e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

 

Il Presidente dell’Associazione Di.Pro.Me.

(Avv. Anna Maria Nangano)

Finalmente si forma giurisprudenza autorevole in merito al risarcimento dei danni dovuto ai medici specializzati tra il 1994 ed il 2007

A seguito dell'importantissima sentenza della Corte d'Appello di Roma che ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno ai medici specializzati dopo il 1994 assistiti dall'associazione DI.PRO.ME., possiamo ormai affermare che si è formato un orientamento più che positivo nelle Corti Superiori anche per i medici specializzati in epoca più recente, dal 1994 al 2007, e che pertanto è il momento più opportuno per avviare un'azione legale per ottenere il risarcimento dei danni. Alla luce di ciò l'associazione DI.PRO.ME. sta avviando le ultime cause per ottenere gli importi che spettano a tutti i medici specializzati tra il 1994 ed il 2007. Per avere ulteriori informazioni e per aderire, cliccare sul seguente link: medici specializzati 1994-2007.

Il risarcimento per i medici specializzati tra il 1982 ed il 1994 è dovuto!

Finalmente, dopo tanti anni di incertezze e contraddizioni degli organi giudicanti, con le ultime sentenze della Corte di Cassazione, ormai vi è giurisprudenza consolidata sull'esistenza del diritto a percepire il risarcimento del danno per il periodo delle scuole di specializzazione frequentate dai medici dal 1982 al 1994 e pertanto è il momento più opportuno per intraprendere un'azione legale in tal senso. L'associazione DI.PRO.ME. sta avviando le ultime cause per ottenere gli importi che spettano a tutti i medici specializzati nel suddetto periodo. Per ulteriori informazioni e per aderire al ricorso potete cliccare sul seguente link: medici specializzati tra 1982-1994.

ENPAM - Recupero di quanto versato negli ultimi 10 anni a titolo di contributi obbligatori quota “A”

Associazione DI.PRO.ME. - Difesa della professione medica

Via Lisbona, 20 - 00198 - Roma

 

COMUNICAZIONE A TUTTI GLI ISCRITTI

 

La nostra Associazione sta raccogliendo le adesioni per intraprendere una vertenza contro l’ENPAM per il recupero di quanto versato negli ultimi 10 anni a titolo di contributi obbligatori quota “A”.

Tale vertenza riguarda tutti i medici inquadrati con contratto di lavoro subordinato sia in strutture pubbliche che private. 

Con la sentenza della Cassazione del 16.04.15 n. 7776/15 è stato cristallizzato il principio per cui il pagamento della tassa annuale di iscrizione all’albo professionale per l’esercizio della professione, qualora si verta in tema di rapporto di esclusiva, rientra tra i costi per lo svolgimento dell’attività professionale che pertanto devono gravare sul datore di lavoro in base al principio generale applicabile anche nell’esecuzione del contratto di mandato, ai sensi dell’art. 1719 c.c., secondo cui il mandante è obbligato a tenere indenne il mandatario da ogni diminuzione patrimoniale che questi abbia subito in conseguenza dell’incarico, fornendogli i mezzi patrimoniali necessari.

Tale principio, a nostro parere, può e deve essere applicato al pagamento dei contributi obbligatori (quota “A”) che a tutt’oggi i medici versano (ingiustamente) all’Enpam. Nel nostro ordinamento vige infatti il principio secondo cui la contribuzione obbligatoria è a carico del datore di lavoro in massima parte. 

Perché quindi i contributi Enpam (quota “A”) sono tutti a carico del medico il quale peraltro è iscritto di diritto alla cassa previdenziale de qua conseguentemente all’iscrizione all’ordine professionale ? 

Perché solo il medico dipendente è sottoposto ad una doppia e completa contribuzione sulla medesima attività (ci si riferisce sempre alla quota “A”)?

Saranno questi i quesiti che saranno posti all’Autorità Giudiziaria, chiedendo il rimborso totale di quanto ingiustamente pagato negli ultimi dieci anni, anche in virtù di quanto stabilito dall’art. 1 comma 208 legge n. 662 del 1996, che ha fissato la regola secondo cui i soggetti che esercitano contemporaneamente, in una o più imprese commerciali, varie attività autonome assoggettabili a diverse forme di assicurazione obbligatoria sono iscritti nell’assicurazione prevista per l’attività alla quale gli stessi dedicano personalmente la loro opera professionale in misura prevalente.

In alternativa al rimborso totale, sarà richiesto che il sistema già riconosciuto dall’Ordine dei Farmacisti, per cui è obbligatoria l’iscrizione all’ENPAF ma è prevista una consistente riduzione del contributo fino all’85 % nel caso in cui “esercitino attività professionale in relazione alla quale siano soggetti per legge all’assicurazione obbligatoria ovvero ad altra forma di previdenza obbligatoria” (DLCPS n. 233/1946), venga esteso anche agli altri medici, al fine di riportare la situazione in termini di maggiore equità.

In sostanza, possiamo affermare che il principio dell’alternatività della contribuzione e del divieto di contemporanea iscrizione e di duplicazione della contribuzione è ormai vigente nell’ordinamento, e pertanto la situazione di ingiustizia relativa alla quota “A” può essere portata all’attenzione dell’Autorità Giudiziaria per gli adempimenti del caso.

Riportiamo di seguito una tabella esemplificativa delle somme versate in misura maggiore, e di cui sarà richiesto il rimborso (unitamente agli interessi medio tempore maturati), oltre al venir meno dell’obbligo per il futuro.

Tabella

CONTRIBUTO ANNUO Quota A

Medici che nell’anno 2014 hanno un’età inferiore ai 30 anni:
€ 249,67 indicizzate + € 43,50 per contributo maternità = € 293,17

 

Medici che nell’anno 2014 hanno un’età compresa tra i 30 ed i 35 anni:
€ 443,70 indicizzate + € 43,50 per contributo maternità = € 487,20

 

Medici che nell’anno 2014 hanno un’età compresa tra i 35 ed i 40 anni:
€ 749,51 indicizzate + € 43,50 per contributo maternità = € 793,01

 

Medici che nell’anno 2014 hanno un’età compresa tra i 40 e l’età pensionabile:
€ 1.430,47 indicizzate + € 43,50 per contributo maternità = € 1.473,97

 

Medici ammessi alla contribuzione ridotta del contributo fisso entro il 31.12.1989:
€ 749,51 indicizzate + € 43,50 per contributo maternità = € 793,01

 

Pertanto, stiamo predisponendo gli atti per intraprendere questa nuova azione a difesa dei medici.

Qualora fosse interessato Le anticipiamo che i costi della vertenza sono pari ad € 300,00 (trecento/00), che dovranno essere versati a titolo di fondo spese, che dovrà integrarsi solo in caso di esito positivo della controversia.

Per maggiori informazioni riguardo le condizioni, la modulistica e le modalità di pagamento potrà:

-inviare una mail all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. (con preghiera di indicare in oggetto la dicitura “richiesta informazioni recupero quota “A” Enpam)

- contattarci telefonicamente al numero 06/86209415 dal lunedì al venerdì dalle 15:30 alle 19:00.

 

Associazione DI.PRO.ME. - Difesa della professione medica

Via Lisbona, 20 - 00198 - Roma

Sentenza positiva per i medici specializzati dopo il 1999

Finalmente una nuova importantissima vittoria, questa volta sul fronte dei medici specializzati successivamente all'anno 2002.
La Corte d'Appello di Roma infatti, con sentenza n. 5566 del 08/10/2015, ha riconosciuto agli assistiti della DI.PRO.ME. un risarcimento base di € 13.500 per anno di specializzazione, al quale andranno poi aggiunti altri importi accessori ed interessi. La sentenza ha inoltre stabilito l'ulteriore importante principio secondo cui la prescrizione non decorrerebbe dal conseguimento del diploma di specializzazione, bensì dal D.p.c.m. del 07/03/2007 (ricordiamo che la prescrizione in questo caso è decennale).
Grazie all'associazione DI.PRO.ME. pertanto si comincia a formare una giurisprudenza favorevole per quel filone di medici che si sono specializzati più recentemente e che hanno intentato una causa per ottenere le differenze retributive degli anni di corso della scuola di specializzazione. Dopo tanto fumo negli occhi e molta pubblicità fuorviante che da anni disinforma relativamente a questo tema, finalmente una pronuncia chiara con una delle prime sentenze positive di una Corte d'Appello civile che influenzerà tutti i procedimenti in corso e quelli di prossimo avvio.

Alla luce di ciò, consigliamo vivamente di aderire ai nuovi ricorsi collettivi di prossimo deposito della nostra associazione. Per ulteriori informazioni e dettagli cliccare qui.