RESPONSABILITA' PENALE MEDICA LE CONDIZIONI DI PROPONIBILITA' DELLA QUERELA NELLA GIURISPRUDENZA PIU' RECENTE

RESPONSABILITA' PENALE MEDICA

LE CONDIZIONI DI PROPONIBILITA' DELLA QUERELA

NELLA GIURISPRUDENZA PIU' RECENTE

 

Commento a: Cassazione Penale - Sezione iv - Sentenza n. 40734 del 7 settembre 2017

Il termine di tre mesi per la presentazione della querela decorre dalla richiesta di risarcimento

 

La Corte di Cassazione ha, in una recentissima sentenza, dettato un interessante principio in tema di responsabilità' professionale medica di natura penale, stabilendo che la decorrenza del termine per proporre la querela da parte del soggetto che si ritenga danneggiato decorre dalla consapevolezza del nesso tra errore medico e patologia da parte del paziente.

Il Supremo Collegio, nella sentenza descritta in oggetto, non ha mancato di operare un breve excursus della giurisprudenza di legittimità in merito, ricordando come costituisca principio consolidato la circostanza per cui “......il termine per proporre la querela per il reato di lesioni colpose inizia a decorrere non gia' dal momento in cui la persona offesa ha avuto consapevolezza della patologia contratta, bensi' da quello, eventualmente successivo, in cui la stessa e' venuta a conoscenza della possibilita' che sulla menzionata patologia abbiano influito errori diagnostici o terapeutici dei sanitari che l'hanno curata (Sez. 4, n. 21527 del 21/01/2015, Cristanini, Rv. 26385501; Sez. 4, n. 17592 del 07/05/2010, Rv. 247096; Sez. 4, n. 13938 del 03/04/2008, Rv. 239255).” In tali casi, in cui la persona offesa difficilmente ha immediata percezione dell'errore colposo commesso dall'esercente la professione sanitaria, il dies a quo di decorrenza del termine per proporre querela viene spostato in avanti nel tempo, al momento della percepibilita' di un danno ingiusto, conseguenza del comportamento di un terzo e non e', quindi, ancorato al mero momento di "insorgenza" della malattia. In materia, risulta pertanto consolidato il principio in base al quale "il termine per proporre querela decorra dal momento in cui il titolare del relative diritto ha conoscenza certa del fatto di reato nella sua dimensione oggettiva e soggettiva, e cioe' dalla data del reato perfetto in tutti i suoi elementi costitutivi" (Sez. 2, n. 29923 del 22/08/2002, Rv. 222083; Sez. 5, n. 3315 del 16/03/2000, Rv. 215580).

Orbene, alla luce di queste premesse, il Supremo Collegio ha ritenuto tuttavia tardiva la querela perchè presentata decorsi i tre mesi dalla richiesta di risarcimento del danno recapitata a mezzo del legale nominato (cui peraltro era seguito anche un tentativo di bonaria composizione transattiva della lite), disattendendo la tesi della difesa del danneggiato che indicava il momento di decorrenza nella consulenza tecnica d'ufficio successivamente svolta.

L'orientamento della Cassazione si pone quindi in un'ottica maggiormente garantista per la professionalità medica, nell'ottica di evitare un eccessivo slittamento nei tempi per sporgere querela, anche in ottica deflattiva delle azioni penali nei confronti dei sanitari.