Turni massacranti - Diritto al riposo settimanale

TURNI MASSACRANTI, DIRITTO AL RIPOSO SETTIMANALE E RISARCIMENTO DEL DANNO.

LA CASSAZIONE RICONOSCE IL DIRITTO DEI MEDICI AL GIUSTO RIPOSO, CONDANNANDO L'AZIENDA OSPEDALIERA AL RISARCIMENTO DEI DANNI. 

La Cassazione Sezione Lavoro, con una recentissima sentenza n. 14770/17, ha riconosciuto il diritto dei medici ospedalieri e del personale tecnico a fruire del giorno di riposo nei casi di reperibilità attiva esercitata nei giorni festivi, pena, in carenza, il risarcimento del danno.

 


Nel caso di specie, coinvolgente medici e tecnici ospedalieri in servizio presso la ASL di Massa Carrara, ma esemplificativa di una prassi ampiamente diffusa a livello nazionale, al personale sanitario chiamato per interventi inpronta disponibilità di domenica o in giorni festivi, veniva negata la possibilità di operare una compensazione fruendo successivamente del giorno di riposo, dovendo quindi rientrare al lavoro.

La Suprema Corte, ha stabilito, ribaltando le precedenti contrarie decisioni del Tribunale di Massa e della Corte d'Appello di Genova, e punendo la consuetudine che costringe i medici e i tecnici ospedalieri a lavorare per ben oltre sette giorni consecutivi, che in tali casila ASL non può limitarsi a pagare la maggiorazione per lo straordinario nei festivi, ma deve anche garantire il riposo settimanale.

Tale diritto, stabilito peraltro con lapalissiana chiarezza dagli art. 20 CCNL 1.1.1995 per il personale non dirigente e art. 22 CCNL 5.12.1996 per la dirigenza medica e veterinaria, in cui si afferma che “il riposo settimanale non è rinunciabile e non può essere monetizzato”, trova la sua fonte nell’articolo 36 della Costituzione,sicché la lesione dell’interesse espone direttamente il datore al risarcimento del danno va garantito indipendentemente da una esplicita richiesta, in quanto irrinunciabile e «riconosciuto dalla Carta costituzionale oltre che dall’art. 5 della direttiva 2003/88/CE”. (cfr. Cass. 14770/17 conf. Cass. 1.12.2016 n. 24563; Cass. 16.8.2015 n. 16665; Cass. 25.10.2013 n. 24180; Cass. S.U. 7.1.2013 n. 142).

Sempre secondo quanto stabilito nel citato pronunciamento dal Giudice di legittimità la mancata fruizione del riposo settimanale è fonte di danno non patrimoniale che deve essere presuntoperché “l’interesse del lavoratore leso dall’inadempimento datoriale ha una diretta copertura costituzionale nell’art. 36 Cost, sicché la lesione dell’interesse espone direttamente il datore al risarcimento del danno”.

Sarà quindi sufficiente a livello probatorio dimostrare in giudizio la consecutività dei turni di servizio oltre i sette giorni lavorativi, cui non segua un turno di riposo per richiedere il risarcimento del danno. La Corte di Cassazione ha tuttavia ritenuto operante, in tali fattispecie la prescrizione breve quinquennale, in luogo della ordinaria decennale, pur trattandosi di risarcimento del danno.